riciclaggio buoni pasto

Riciclaggio di buoni pasto: il business dei migranti?

Lo schema a quanto pare è super collaudato: i ticket che vengono elargiti ai migranti nei centri di recupero verrebbero usati esclusivamente per effettuare maxi spese nei supermercati, merce che verrebbe poi rivenduta ai connazionali che esercitano la professione di venditore ambulante.  Ma secondo il Mattino di Padova ci sarebbe di più, i buoni pasto che vengono dati ai migranti nei centri di recupero verrebbero usati anche per altri scopi.

Che il buono pasto sia un compromesso più che allettante al giorno d’oggi, e che sia merce di scambio, non vi è mai stato alcun dubbio, ma che avessero questa capacita di valuta a tutti gli effetti non era del tutto chiaro nemmeno agli inquirenti che di sicuro scopriranno tutta una serie di questioni oggi poco chiare su alcuni scambi di merce, se così li possiamo definire.

Oggi i buoni pasto che vengono elargiti nei centri di recupero sembrerebbero non propriamente utilizzati per il loro scopo naturale, bensì per altri intenti, non ultimo quello di poter ottenere a basso costo rapporti sessuali da prostitute che nella maggior parte dei casi si ritrovano a condividere la stessa disperazione di chi ricicla i buoni inopinatamente.

Il riciclaggio dei buoni pasto colpisce in un modo o nell’altro l’equilibrio sociale perché affonda le radici nell’idea stessa del mercato del lavoro nero, fenomeno che non stenta ad essere soffocato nonostante le ultime manovre del Governo e i grandi appelli di tutta l’opinione pubblica. Sono infatti tanti gli immigrati e non solo, le persone che nel nostro paese riciclano buoni pasto per effettuare “super spese nei supermercati” che rivendono a chi di dovere incassando lauti compensi senza incorrere in nessun prelievo fiscale.

Il riciclaggio dei buoni pasto è un fenomeno che toglie respiro alle categorie di lavoratori che di fatto non hanno questo enorme supporto in busta paga,  e inietta nella società forme di pagamento illecite che danno adito a meccanismi sporchi, privi di senso di pratico e giuridico; e mentre una gran parte di lavoratori italiani e non solo non ha mai visto un buono pasto, la polizia nella capitale ha iniziato ad indagare su queste pazze spese e questi strani “scambi merce”, staremo a vedere.

 

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