contratti di lavoro

Contratti di Lavoro: maxi guida per capire su che pianeta viviamo

Oggi si parla di contratti di lavoro, abbiamo creato questa super guida su tutti i contratti i lavoro, o quasi, vigenti nel nostro ordinamento, in modo che giovani e meno giovani possano orientarsi in modo del tutto gratuito ed efficace nella scelta, se così ancora la possiamo chiamare, di quale lavoro di fatto voler intraprendere nel futuro o nel più prossimo domani. Buona lettura.

Età Minima per lavorare in Italia.

Quando vedete bambini che lavorano, e ancora purtroppo accade anche in Italia, non è normale, fatevi un paio di domande e cercate di scrutare chi è che c’è dietro al bancone insieme a loro; di sicuro c’è qualcuno che ignora o fa finta di non sapere che l’età minima consentita per legge per lavorare in Italia è di 16 anni. Esiste una sola eccezione in materia, e vale per coloro che hanno compiuto 15 anni, i quali grazie alla legge n. 183 del 04 novembre 2010 possono beneficiare di un contratto di apprendistato per l’espletamento concreto del diritto-dovere di istruzione e formazione. Far lavorare minori di anni 16, eccezioni a parte, è reato, si chiama sfruttamento minorile, 602 bis c.p. Ignorantia legis no excusat.

contratti di lavoro

Contratti di Lavoro – i principali contratti presenti nell’ordinamento italiano

Al di là della penuria di lavoro che ha colpito il paese negli ultimi anni, e al di là della crescita costante purtroppo di quel fenomeno che si chiama lavoro nero, l’ordinamento italiano riconosce e disciplina – non tutti i contratti badi bene –  tramite contratti collettivi nazionali  e leggi ad hoc queste categorie di contratti di lavoro:

  1. Lavoro subordinato
  2. Lavoro a tempo determinato
  3. Lavoro a tempo parziale (part time)
  4. Contratto di somministrazione
  5. Lavoro intermittente (a chiamata)
  6. Lavoro a progetto
  7. Contratto di apprendistato
  8. Stage / tirocinio
  9. Praticantato

Le vediamo una per una cercando di capire tutti i dettagli e le sfumature connesse!

Lavoro Subordinato – in cosa consiste

In cosa consiste il lavoro subordinato? Si sente spesso parlare di lavoro subordinato, si tratta della forma di lavoro che nel modo più assoluto possibile determina la dipendenza di un lavoratore da un altro soggetto, il così detto datore di lavoro. Il lavoro subordinato può sostanzialmente espletarsi in due forme, le più comuni se vogliamo quest’oggi:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • contratto di lavoro a tempo determinato (non c’entra nulla con il contratto a progetto che oltre ad essere praticamente estinto in Italia ha rappresenta pur sempre una forma di collaborazione)

periodo di prova contratti di lavoroPeriodo di Prova

Il lavoro subordinato ha a sua volta tutta una serie di caratteristiche specifiche che lo contraddistinguono. Il lavoratore subordinato sia a tempo indeterminato e sia nei casi di lavoro temporaneo è spesso e volentieri caratterizzato da un periodo di prova, non superiore ai 6 mesi, un periodo che se concluso positivamente trasforma il rapporto in essere in un vero e proprio contratto di lavoro.

Retribuzione

La retribuzione nei casi di lavoro subordinato dipende esclusivamente da ciò che c’è scritto nel contratto nazionale del lavoro in riferimento alla categoria di appartenenza del lavoratore (CCNL)  l’importo rappresenta infatti una misura minima al di sotto della quale il contratto individuale del singolo lavoratore non potrebbe esistere, sarebbe dunque nullo lo stesso contratto.

Lettera d’Assunzione

Il lavoro a tempo indeterminato solitamente inizia con la sottoscrizione da parte del datore di lavoro della lettera d’assunzione, il datore di lavoro con questo documento comunica al lavoratore che intende assumere, tutta una serie di informazioni, vediamo insieme:

  • identità delle parti (nome azienda e nome lavoratore)
  • luogo di lavoro
  • data di inizio del rapporto di lavoro
  • durata del contratto (tempo determinato o indeterminato)
  • durata del periodo di prova (se previsto)
  • qualifica di assunzione (breve descrizione dell’attività principale da svolgere)
  • livello di inquadramento nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL)
  • importo della retribuzione, periodo e modalità di pagamento
  • durata delle ferie
  • orario di lavoro

Mansioni Luogo di Lavoro e Trasferta

Il lavoratore nei casi di contratto a tempo indeterminato deve svolgere una serie di mansioni prediposte dal datore di lavoro all’interno del contratto di assunzione, queste mansioni in caso dovessero essere di matrice superiore durante il rapporto di lavoro, legittimano il lavoratore a chiedere un aumento di retribuzione. La sede legale, dunque dove si svolgerà il lavoro è stabilita all’interno della lettera d’assunzione. Per quanto concerne le trasferte, dette anche missioni, il lavoratore sottoposto a questo tipo di in quadramento “in trasferta” ha diritto ad un indennizzo. Attenzione a non confondere la trasferta con il “distacco”, il distacco è quando un lavoratore viene “mandato” a lavorare presso una sede legali diversa da quella del datore di lavoro con cui detiene il contratto di lavoro.

Lavoro Straordinario e Orario di lavoro

L’orario di lavoro è stabilito nel contratto di lavoro. Esistono due tipologie di “orario di lavoro”

  • Full time:  solitamente non meno di 40 ore settimanali
  • Part-time: a sua volta diviso in part-time orizzontale, (le mezze giornate nell’arco di tempo di una settimana) e part-time verticale (dal lunedì al mercoledì ad esempio)

Un dettaglio da non sottovalutare: la durata massima dell’orario è determinata dai CCNL, fermo restando che la durata media dell’orario di lavoro su 7 giorni non può per legge mai superare le 48 ore, comprese anche le ore di lavoro così detto straordinario.

Lavoro Straordinario

Il lavoro straordinario infatti consiste in un lavoro che viene svolto oltre il tipico orario di lavoro settimanale, pattuito nel contratto di lavoro. Il lavoro straordinario è retribuito in ugual misura o maggiormente, unico limite è quello che il lavoratore non può fare più di 8 ore di straordinario alla settimana.

Periodi di Ferie

Le ferie rappresentano  “il diritto al riposo” stabilito dall’art.36 della nostra Costituzione, i lavoratori devono dunque poter aver la possibilità di beneficiare di una pausa durante l’anno. Il periodo di ferie non può mai essere inferiore alle 4 settimane e viene espressamente specificato all’interno del CCNL o del singolo contratto di lavoro subordinato.

Malattia / Infortunio

Il lavoratore che si ammala o si infortuna durante le ore lavorative ha l’onere di avvertire il datore di lavoro. La malattia e/o l’infortunio danno diritto ad un periodo così detto di “comporto”, un periodo che mette in condizione il lavoratore di potersi allontanare dal luogo di lavoro.

  • Avvertire e tenere aggiornato il datore di lavoro, entro il primo giorno di assenza, dell’insorgenza della malattia;
  • spedire oppure recapitare il certificato (nel 2010 è stata introdotta la modalità di trasmissione telematica da   parte del medico curante);
  • comunicare eventuale diverso indirizzo durante la malattia;
  • farsi trovare presso il suo domicilio per visita medica di controllo.

Contratti di Lavoro a tempo determinato

Il Contratto di Lavoro a tempo determinato si caratterizza nell’ordinamento italiano per una temporaneità della prestazione. Un tempo questa tipologia di contratto pretendeva un obbligo di causale che il datore di lavoro doveva apporre all’interno del contratto.

Significava che il datore di lavoro aveva l’onere di specificare all’interno del contratto (necessariamente in forma scritta pena nullità così come proroghe e rinnovi) le motivazioni per cui intendeva porre un termine alla prestazione del proprio dipendente. Oggi quest’obbligo non sussiste più.

Sussistono invece tutta una serie di importanti regole che invece il datore di lavoro deve assolutamente rispettare nei confronti dei dipendenti assunti con contratti a tempo determinato.

Con lo stesso datore di lavoro non si può avere un rapporto temporaneo superiore ai 36 mesi e il contratto a tempo determinato non può essere prorogato, ossia rinnovato per più di 5 volte. Se al termine dei 36 mesi appena citati il lavoratore ha conseguito per ultimo un contratto inferiore ai 6 mesi, entra di diritto in un periodo chiamato “cuscinetto” che dura 30 gg (oppure 50 gg se l’ultimo contratto a tempo determinato era superiore ai 6 mesi), al termine dei quali il datore di lavoro è costretto ad assumere a tempo indeterminato il dipendente.

contratti di lavoroContratti di Lavoro a Tempo Parziale

Li abbiamo visti all’inizio, sono quei contratti definiti anche part-time, ovverosia che impegnano il lavoratore non tutto il giorno per intenderci. E’ pacifico che la settimana tipo del lavoratore full time sia di circa 40 ore, chi lavora a tempo parziale significa che lavora meno ore alla settimana con una retribuzione ovviamente proporzionata e dunque inferiore. Sono 3 le tipologie di contratto di lavoro a tempo parziale

  • orizzontale: il lavoratore lavora mezza giornata, solitamente da lunedì a venerdì;
  • verticale: il lavoratore concorda con il datore di lavoro quali saranno i giorni durante la settimana che lavorerà alle dipendenze di quest’ultimo;
  • misto: formula che incrocia quella orizzontale e quella verticale

Clausole Elastiche nei contratti di lavoro a Tempo Parziale

contratti di lavoro a tempo parziale sono caratterizzati dalle così dette clausole elastiche. Le clausole elastiche non sono altro che delle piccole deroghe che vengono sottoscritte all’interno del contratto a tempo parziale e che consentono di variare l’orario di lavoro (da pomeriggio a mattina) oppure solo nel caso dei contratti misti e/o verticali è possibile ottenere un aumento di ore lavorative.

  • devono necessariamente essere stipulate per iscritto;
  • devono per forza di cose essere previste dai contratti collettivi;
  • devono essere concordate con il lavoratore;
  • l’esercizio delle clausole elastiche deve essere per forza di cose subordinato al preavviso di 5 giorni a favore del prestatore.

Contratti di Lavoro di Somministrazione

I contratti di lavoro di somministrazione sono oggi molto popolari nel nostro paese, vedono come protagonisti 3 attori: le imprese, il lavoratore e un’agenzia autorizzata per la somministrazione di contratti di lavoro. Il rapporto che lega l’impresa “utilizzatrice” del lavoratore all’agenzia interinale deve essere necessariamente in forma scritta, così come il contratto fra lavoratore e agenzia.

Il lavoratore diventa dipendente in tutto e per tutto dell’agenzia di somministrazione. Il lavoratore può avere un contratto di lavoro a tempo determinato oppure indeterminato, a seconda dei casi, il lavoratore anche nei casi di somministrazione può avere un contratto di lavoro di apprendistato.

Vediamo in quali casi non può espletarsi questa forma di lavoro dipendente:

  • per sostituire lavoratori che sono in sciopero;
  • per poter integrare lavoratori dipendenti con le medesime mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione lavoro, in quelle unità produttive nelle quali si sia proceduto nei 6 mesi precedenti a licenziamenti collettivi;
  • da parte di aziende/datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

Un altro dettaglio da tenere in considerazione è che se l’impresa utilizzatrice decide di assumere il lavoratore lo può fare di diritto senza sentirsi opporre resistenza dall’agenzia di somministrazione. Altro fattore importante che riguarda questa categoria specifica di lavoratore: i lavoratori che hannno questo tipo di contratto hanno gli stessi identici diritti in tutto e per tutto di coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e/o determinato in modalità standard.

Contratti di Lavoro Intermittenti

I Contratti di Lavoro così detti intermittenti sono quei contratti di lavoro caratterizzati da un rapporto non continuativo  fra il lavoratore e il datore di lavoro. Questa tipologia di contratto è assai diffusa in alcuni settori specifici, vedesi i pubblici esercizi e il turismo, settori dove la stagionalità di alcuni servizi presenta picchi notevoli e dunque esigenze di produttività solo in alcuni mesi dell’anno.

Un contratto di lavoro intermittente può essere sia a tempo determinato che indeterminato, il lavoratore essenzialmente contrae un rapporto con il proprio datore di lavoro in un modo assai simile a quanto abbiamo visto prima, con alcune eccezioni. Per quanto riguarda il trattamento retributivo il lavoratore che beneficia di un contratto di lavoro intermittente è equiparato totalmente ad un pari livello di tutte le altre categorie protette dai contratti nazionali del lavoro sia a tempo indeterminato che determinato; unica caratteristica specifica è che il lavoratore “intermittente” ha diritto a beneficiare di un indennizzo in tutte le fasi dell’anno in cui resta in “disponibilità” anche se concretamente non sta effettuando la prestazione lavorativa.

L’indennizzo decade soltanto nei casi in cui il lavoratore per malattia o infortunio dichiara anzitempo la propria impossibilità a rispondere al preavviso di chiamata e quindi all’adempimento della prestazione. 

Preavviso di Chiamata

Altra caratteristica importante di questo contratto di lavoro è quella relativa al preavviso. Il “preavviso di chiamata”, dunque, da espletarsi massimo un giorno prima in relazione all’esigenza del datore di lavoro è condizione essenziale per un rapporto di lavoro intermittente di qualità e basato sulla fiducia. Un eventuale rifiuto da parte del lavoratore può automaticamente significare risoluzione del contratto; addirittura il datore di lavoro può richiedere i danni al lavoratore che si è rifiutato di adempiere alla prestazione, fate attenzione!

Vediamo invece quando vi è divieto assoluto secondo la legge italiana di utilizzare lavoratori intermittenti:

  • per sostituire lavoratori in sciopero;  
  • per integrare lavoratori con le medesime mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a chiamata o intermittente all’interno di unità produttive nelle quali nei sei mesi precedenti sono stati effettuati licenziamenti collettivi o è avvenuta una sospensione dei rapporti di lavoro oppure una riduzione dell’orario di lavoro, eccezion fatta per disposizioni specifiche degli accordi sindacali. 

contratti di lavoroContratti di lavoro a Progetto (Co.Co.Co.)

I contratti di lavoro a Progetto sono stati definitivamente cancellati dall’attuazione del Jobs Act tramite l’approvazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183, l’obiettivo del Governo attuale è superarli in maniera del tutto definitiva affinché solo il contratto a tempo determinato e indeterminato possano essere le uniche forme di subordinazione disponibile nel nostro ordinamento. 

I Contratti di lavoro a Progetto, nati post legge Biagi, hanno più volte suscitato polemiche e perplessità per la loro natura complessa. Si tratta infatti di contratti di lavoro ibridi, che mischiano il rapporto di subordinazione e quello della libera professione. E’ fatto divieto al giorno d’oggi per le aziende italiane assumere lavoratori dipendenti a progetto, restano invece in vigore fino a scadenza quelli che sono stati sottoscritti prima della riforma.

Contratti di lavoro di Apprendistato

Il contratto di lavoro di apprendistato è un contratto di lavoro così detto di natura mista, cosa vuol dire? Significa che il datore di lavoro mette in condizione il giovane lavoratore di proseguire con la sua formazione in azienda. I contratti di lavoro di apprendistato sono dunque destinati a quei lavoratori di età compresa tra i 15 e i 29 anni, ci sono eccezioni per quanto riguarda le regioni e le province autonome in merito all’età.

Il contratto di lavoro di Apprendistato deve avere per forza di cose forma scritta, ed è per sua natura a tempo indeterminato. Il datore di lavoro e il lavoratore pattuiscono allegandolo al contratto un vero e proprio piano formativo, detto PFI.

Esiste più di una tipologia di contratto di lavoro di Apprendistato:

  • apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;  
  • apprendistato professionalizzante o contratti di mestiere; 
  • apprendistato di alta formazione e apprendistato di ricerca. 

Il datore di lavoro in pratica si obbliga a retribuire non solo economicamente il lavoratore ma anche a livello “formativo”, questo genere di contratti offre molte agevolazioni fiscali al datore di lavoro e alla sua azienda.

Contratto di lavoro Stage e/o Tirocinio

Quante volte si sente parlare di Stage o Tirocinio? Tantissime volte, uno stage o un tirocinio di base sono le prime fasi possibili di un inserimento nel mondo del lavoro a tempo indeterminato o determinato. Il tirocinio è regolamentato in Italia dall’art. 18 della L. 196/97 e dal D.M. 142/98 e si divide in 3 tipologie

  • tirocini extracurriculari, che sono i più comuni. Non dipendono essenzialmente da un piano formativo universitario e vengono intrapresi con l’unico scopo dell’assunzione all’interno di un’azienda che preferisce applicare questa forma di contratto prima di “legarsi” in maniera più “intensa” con il lavoratore. Non possono essere superiori ai 6 mesi e vengono generalmente elargiti a studenti neolaureati oppure a disoccupati;
  • tirocini curriculari, si basano su un percorso di studi universitario, solitamente espresso in crediti formativi. Lo studente all’interno dell’azienda maturerà un’esperienza in grado di fargli acquisire “punti” in ambito universitario;
  • tirocini estivi, sono quelle esperienze di lavoro tempornaee estive che non sono necessariamente connesse a specifici piani di studio

Contratto di lavoro – Il Praticantato

Secondo la legge italiana, per poter svolgere determinate professioni è necessaria l’iscrizione presso un apposito Albo Professionale.  Ecco un primo assaggio degli albi e delle professioni dunque soggette a praticantato: Assistenti sociali, Avvocati e Procuratori, Biologi, Consulenti del lavoro, Dottori commercialisti, Farmacisti, Geometri, Giornalisti, Infermieri, Ingegneri ed architetti, Medici ed Odontoiatri, Notai, Periti industriali, Spedizionieri, Psicologi, Ragionieri, Periti Commerciali e Veterinari.

Questo genere di rapporto lavorativo è molto peculiare e merita un maggiore approfondimento sul quale ci torneremo. Il “praticante” durante le sue mansioni dovrà sempre essere affiancato da un professionista che lo accompagnerà fino all’esame, al termine della prova finale se il candidato sarà ammesso potrà anch’egli iscriversi come professionista nell’Albo di riferimento.

Per tutti coloro che intendono approfondire la questione, consigliamo di recarsi nel sito ufficiale dell’Agenzia del Lavoro, nella sezione in cui vengono descritti nel dettaglio ogni singolo contratto di lavoro. 

Buon Lavoro

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